1. Guerra Mondiale a Carso

La prima guerra mondiale sul Carso in anni 1915-1918.

IL CARSO DI COMENO 1915–1918

I villaggi carsici situati nelle retrovie del Fronte isontino furono risparmiati dai bombardamenti fino all'agosto 1916, quando le forze italiane conquistarono Gorizia e l'esercito austro-ungarico lasciò il campo di battaglia dell'altipiano di Doberdò. In questo modo il fronte si spostò sul Carso goriziano, includendo così i villaggi di Goriano (Gorjansko), Comeno (Komen) e Scherbina (Škrbina). Successivamente anche gli altri villaggi carsici furono colpiti dalle bombe dei cannoni italiani.

 
Štanjel<br />
Autore: Goriški muzej

 

 







 

Komen<br />
Autore: Mitja Močnik

 
 

GLI OSPEDALI AUSTRO-UNGARICI

 

L'esercito austro-ungarico istituì numerosi ospedali da campo sul territorio del Carso. Alcuni di essi erano costituiti da baracche di legno, ma la maggior parte si trovava negli edifici più grandi dei villaggi stessi, quali le scuole, le chiese o gli esercizi commerciali. A cent'anni di distanza, a testimonianza dell'attività di questi ospedali troviamo numerosi cimiteri militari situati sul limitare di quasi tutti i villaggi di maggiori dimensioni.
 

 1.svetovna Gorjansko-ranjenci

 

 

 






Brje pri Komnu<br />
Autore: Goriški muzej










 

LINEE FERROVIARIE DELL'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO SUL CARSO

 L'esercito austro-ungarico costruì svariate linee a scartamento ridotto sul territorio carsico per l'approvvigionamento del fronte e l'attività logistica tra le stazioni ferroviarie di San Daniele del Carso (Štanjel) e Duttogliano (Dutovlje) nonché tra i centri di stoccaggio nell'entroterra carsico. Da Duttogliano a Castagnevizza del Carso (Kostanjevica na Krasu) era invece in funzione una linea a scartamento normale con la stazione principale a Comeno (Komen), utilizzata per l'approvvigionamento di tutte le unità fino alla prima linea.

 
Štanjel<br />
Autore: Goriški muzej











Štanjel<br />
Autore: Mitja Močnik










 
1. svetovna Komen-železnica

 

LA VITA INTORNO AL FOCOLARE DOMESTICO

Nei primi mesi della guerra gli abitanti locali continuarono a vivere nelle proprie case insieme all'esercito, insediatosi nei vari villaggi carsici, fino a quando il fronte, nell'agosto 1916, si spostò da Doberdò al Carso goriziano e i villaggi furono oggetto di bombardamenti più intensi da parte dell’artiglieria e degli aerei italiani. Gli abitanti locali non condividevano con i soldati solo la propria casa, ma anche i lavori contadini e la vita più in generale, a prescindere dalla nazionalità e dalla religione. 



Kras<br />
Autore: Mitja Močnik











Kras<br />
Autore: Goriški muzej










  

 

L'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO NELL'ENTROTERRA CARSICO E PALLONI AEROSTATICI

Per permettere alla possente struttura dell'esercito austro-ungarico di funzionare correttamente e di approvvigionare al meglio il campo di battaglia fu costruita una solida infrastruttura nell'intero entroterra carsico. Per soddisfare le necessità delle truppe furono costruiti ospedali, campi, officine, magazzini, macelli, cucine, comandi ecc., ma senza dimenticare le opportunità di svago, grazie ai cinema, ai teatri, ai casinò e alle case chiuse. Sul Carso venivano utilizzati anche palloni aerostatici per osservare il campo di battaglia e definire le coordinate su cui fare fuoco. Le unità responsabili dei palloni aerostatici avevano sede a Voisizza (Vojščica), Sutta (Sveto), Volci (Volčji Grad) ecc.


Sveto<br />
Autore: Goriški muzej











Kras<br />
Autore: Goriški muzej









  

 

TRASPORTO DELL'ESERCITO, DELL’ARTIGLIERIA E DEL MATERIALE

A supporto delle unità austro-ungariche sul campo di battaglia e nelle retrovie sul Carso furono costruite anche numerose strade di approvvigionamento, percorse da mezzi pesanti, carri e animali da traino per trasportare materiale bellico, attrezzatura di sussistenza, cibo, materiale edile, riserve, munizioni, artiglieria e altre armi per la fanteria sul campo di battaglia. Numerose unità di artiglieria a riposo o durante il trasferimento verso il campo di battaglia sostarono anche nell'area del Carso di Comeno.

 
Kras<br />
Autore: Goriški muzej











Kras<br />
Autore: Mitja Močnik








 

Štanjel<br />
Autore: Muzej novejše zgodovine Ljubljana

LE LORO OSSA DIVENNERO TERRA DELLA NOSTRA TERRA  

Data l'immediata vicinanza del fronte carsico e l'attività svolta da numerosi ospedali da campo e posti di medicazione, ai margini di svariati villaggi carsici sorsero cimiteri militari austro-ungarici, dove furono seppelliti soldati di tutte le nazionalità e religioni dell'Impero austro-ungarico, tra cui anche prigionieri di guerra russi e soldati italiani, periti negli ospedali austro-ungarici. La maggior parte di essi morì di malattie diffusesi nel periodo di guerra a causa della carenza di acqua e igiene, di cui la più diffusa era il colera.


Gorjansko: Il cimitero militare austro-ungarico della I guerra mondiale<br />
Autore: Mitja Močnik










Štanjel: Austroungarico cimitero militare della Prima Guerra Mondiale<br />
Autore: Österreichiche nationalbibliothek Wien









1. svetovna Brje-pokopališče



CIMITERI MILITARI DA 1 GUERRA MONDIALE


Il cimitero militare austro-ungarico della I guerra mondiale, Gorjansko

Austroungarico cimitero militare della Prima Guerra Mondiale, Štanjel  

Cimitero militare della prima guerra mondiale I, Brje pri Komnu  

Cimitero militare della prima guerra mondiale II, Brje pri Komnu  

Cimitero militare della prima guerra mondiale III, Brje pri Komnu

Cimitero militare della prima guerra mondiale IV, Brje pri Komnu

Cimitero militare della prima guerra mondiale a Draga, Komen  

Cimitero militare della prima guerra mondiale, Sveto

 

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